Ventidue giorni senza fumo, ma con mille pensieri


Da circa venti giorni ho smesso di fumare. Prima fumavo quasi quindici sigarette al giorno. Era diventata una routine: la sigaretta dopo il caffè, dopo pranzo, quando ero nervosa, quando ero felice, perfino quando non avevo motivo. Era come una compagnia silenziosa che mi seguiva ovunque. Oggi non compro più pacchetti. Ogni tanto però qualcuno mi offre una sigaretta, due o tre al giorno, quasi come una coccola. E io devo essere sincera: l’astinenza la sento tantissimo. Ci sono momenti in cui il corpo e la testa sembrano chiedermela con forza. Eppure, nonostante la fatica, ho sentito subito anche i lati belli di questa scelta. Respiro meglio. Ho meno affanno. I sapori sono più intensi, gli odori anche. Mi sembra quasi di riscoprire cose che prima non notavo più. Perfino il cibo ha un gusto diverso. Poi c’è il risparmio economico. Facendo due conti tra prima e adesso, mi sono resa conto di quanti soldi spendevo senza pensarci davvero. Questo mi fa riflettere molto. Ma non è tutto facile. Da quando ho smesso, sono ingrassata un po’. E questa cosa mi pesa, soprattutto perché la mia famiglia continua a dirmi che dovrei mettermi anche a dieta. A volte mi sento sotto pressione. Come se non bastasse già la lotta contro il fumo. La verità è che mi sento confusa. Da una parte sono orgogliosa di me stessa, perché smettere non è semplice. Dall’altra ho paura di non riuscire a trovare un equilibrio. Vorrei solo imparare ad ascoltarmi con più gentilezza, senza pretendere troppo da me tutta insieme. Forse questo percorso mi sta insegnando proprio questo: che cambiare richiede tempo. E che ogni piccolo passo conta, anche quando dentro ci sentiamo fragili. Se qualcuno sta vivendo qualcosa di simile, vorrei dirgli che non è solo. Anche venti giorni possono essere una piccola grande vittoria

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