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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

Superbia

Secondo l'enciclopedia Treccani significa: Esagerata stima di sé e dei proprî meriti (reali o presunti), che si manifesta esteriormente con un atteggiamento altezzoso e sprezzante e con un ostentato senso di superiorità nei confronti degli altri. Ero in chiesa l'altro giorno e insistentemente mi veniva in mente questa parola, superbia. Ma non ricordavo il significato preciso, lo ammetto e quindi l'ho cercato su internet. Mi sono reso conto che io ho la superbia, a volte, di credere di essere meglio degli altri, di valere di più degli altri. Il perchè è probabilmente attribuibile al mio senso di inferiorità, che compenso con un'insensata superbia. Le difficoltà della mia vita, hanno fatto nascere in me il bisogno di sentirmi superiore agli altri, per cercare di sentire di aver valore. Mi sono nutrito della superbia in passato, anche a volte sminuendo le altre persone.  Non a caso la parola superbia ha bussato alla mia mente mentre ero in chiesa, forse, ho da rendermi con...

Le diverse facce della depressione giovanile e non solo

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  1. Quella "Invisibile" (Sorridere fuori, piangere dentro) ​Questa è quella che mi fa più paura. Ci sono persone che a scuola o agli allenamenti ridono, scherzano e sembrano i più felici di tutti. Però, appena arrivano a casa e chiudono la porta della camera, si sentono come un palloncino sgonfio. Fanno finta di stare bene per non far preoccupare i genitori o per non sembrare "strani" con gli amici. ​2. Quella della "Rabbia" ​A volte la depressione non ti fa piangere, ma ti fa arrabbiare con tutto il mondo. Rispondi male ai professori, urli per niente o ti senti sempre nervoso. È come se avessi un fastidio dentro che non sai come mandare via, e allora esplodi. Molti pensano che sei solo "cattivo" o "ribelle", ma magari sei solo tanto triste. ​3. Quella della "Stanchezza Infinita" ​Hai presente quando hai l'influenza e anche alzare un braccio ti sembra faticosissimo? Ecco, per qualcuno la depressione è così ogni giorno. No...

Unisciti al Comitato MHEVI: Il Tuo Spazio di Supporto a Vicenza!

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  Cara persona che stai leggendo questo messaggio, se hai più di 18 anni, sei residente in provincia di Vicenza e hai vissuto o stai vivendo un disagio psichico, sai quanto sia prezioso non affrontare questo cammino da soli.  Il Comitato M.H.E.VI (Mental Health Experiences Vicenza) ti accoglie con un abbraccio caloroso e aperto nei nostri incontri periodici, spazi autentici di connessione tra pari per condividere esperienze e trovare sostegno vero. ​ Il Tuo Invito Personale Con decisione e gentilezza, ti invitiamo a compilare questo  form di contatto : è il primo passo semplice e assertivo per unirti a noi, conoscere il gruppo e partecipare attivamente. Siamo qui per te, con empatia e forza comune. La tua storia ha un posto tra noi! 💚

Prevenzione per il suicidio giovanile

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Il suicidio giovanile è un problema molto grave di cui si sente parlare spesso, ma purtroppo si fa ancora poco per fermarlo davvero. Ci sono tanti ragazzi che si sentono soli, tristi o pensano di non valere niente, e questo li porta a fare scelte terribili. Secondo me, la società dovrebbe fare di più per aiutare i giovani in difficoltà. A scuola, per esempio, si potrebbero organizzare incontri con psicologi o persone esperte, per spiegare ai ragazzi che non sono soli e che possono chiedere aiuto.  Anche i genitori e gli insegnanti dovrebbero ascoltare di più e accorgersi quando un ragazzo sta male. È importante parlare di questi argomenti senza vergogna, perché solo così si possono salvare delle vite. Nessuno dovrebbe arrivare a pensare di togliersi la vita: tutti meritano di essere capiti e aiutati.  

Sentire con la pelle, per stare bene con la testa

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  Tutti sanno che abbiamo cinque sensi, ma spesso pensiamo che servano solo a non sbattere contro i mobili o a sentire se la pizza è buona. In realtà, i sensi sono come dei "fili" che collegano il mondo esterno con il nostro cervello. Se questi fili portano sensazioni belle, anche il nostro umore migliora! ​ Il superpotere del tatto ​ Il tatto è forse il senso più importante per farci sentire al sicuro. Hai mai fatto caso a come ti senti quando accarezzi il tuo cane o il tuo gatto? O quando ti metti il pigiama di pile appena lavato? ​Ci calma: Quando siamo agitati o tristi, il contatto fisico (come un abbraccio della mamma o di un amico) manda un segnale al cervello che dice: "Ehi, va tutto bene, sei al sicuro". ​Ci fa uscire dai brutti pensieri: A volte la nostra testa inizia a girare a vuoto con mille preoccupazioni. Toccare qualcosa di concreto, come una pallina antistress o dell'acqua fredda, ci aiuta a tornare nel "qui e ora" e a smettere di agita...

Ecco che cos'è il "Budget di salute"

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  Ciao a tutti. Spesso, quando frequentiamo i centri per la salute mentale, ci sentiamo un po' come se fossimo solo la nostra diagnosi o l'elenco dei farmaci che prendiamo. Ci dicono cosa dobbiamo fare, dove dobbiamo andare e a volte sembra che il futuro sia già stato scritto da qualcun altro per noi. Ma c'è una novità che sta arrivando e che parla una lingua diversa: si chiama Budget di Salute . Non fatevi ingannare dal nome che sembra "freddo" o che parla solo di soldi. In realtà, è una bellissima promessa di libertà. Non più "pazienti", ma persone Il Budget di Salute dice una cosa semplice ma rivoluzionaria: ognuno di noi è una persona con dei desideri, dei talenti e il diritto di vivere una vita piena, proprio come tutti gli altri. Non si tratta solo di "curare una malattia", ma di costruire un Progetto di Vita . È come se ci venisse dato uno zaino speciale per il nostro viaggio, dove dentro non ci sono solo medicine, ma tutto quello che ci...

3000 visite: un Grazie doppio che viene dal Cuore

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  Il blog di M.H.E.VI – Mental Health Experiences Vicenza ha superato le 3000 visite. Ma dietro questi numeri ci sono persone realI, lettrici e lettori che cercano parole di comprensione, e autori anonimi che hanno messo nero su bianco le proprie esperienze personali. Ringraziamo TUTTI GLI AUTORI DEL COMITATO per aver condiviso storie vere, vulnerabili, necessarie. La vostra voce, protetta dall’anonimato ma potente, ha creato questo spazio sicuro. E un grazie immenso a chi legge, condivide, ritrova se stesso nelle nostre parole. Ogni clic è fiducia. Continuiamo insieme questo viaggio. 💚

Maschi e femmine: come ci sentiamo dentro?

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A scuola o quando guardiamo i social, sembra sempre che ci siano delle "regole" invisibili su come un ragazzo o una ragazza debbano comportarsi. Gli esperti chiamano queste regole "stereotipi di genere", e queste cose possono influenzare tantissimo la nostra salute mentale, cioè come stiamo con noi stessi. ​Cosa significa "Passività" e "Attività"? ​Spesso, fin da piccoli, ci insegnano che: ​Le ragazze devono essere "passive": Questo non vuol dire che non fanno nulla, ma che ci si aspetta che siano gentili, che ascoltino gli altri, che non alzino la voce e che tengano le emozioni dentro. Se una ragazza è triste, è "normale", ma se è arrabbiata, a volte viene giudicata male. ​I ragazzi devono essere "attivi": Ai maschi si dice sempre di essere forti, di non piangere ("i veri uomini non piangono!") e di risolvere tutto con l'azione o la forza. Questo però è un peso enorme, perché se un ragazzo ha paura o s...

Le frasi che mi sento dire

Non posso non rivelare le frasi che mi sento dire al lavoro, dalla mia famiglia e da certe persone. Queste frasi che mi dicono, sento che le dicono anche ad altri utenti del Csm. Per esempio al lavoro mi dicono spesso che io faccio un po' finta di essere malato e che faccio il furbo. (Ed ho la schizofrenia) . Poi, sempre al lavoro, mi ripetono spesso che nessuno sta meglio di me! (Forse invidiano le voci che non mi fanno dormire e per le quali prendo malattia dal lavoro). La mia famiglia a volte mi deride, perchè mi considero come "loro" (I malati mentali), dicendomi la bellissima frase di consolazione: Tu non sei come loro! Altra frase che mi sento dire dalla mia famiglia, è che mi sto ammazzando da quanto lavoro. Una mia conoscente mi ha ripetuto spesso: Si ma, l'importante è che ne sei uscito e ora stai bene! (Ah perchè c'è una cura alla schizofrenia ed io a quanto pare ne sembro uscito?) Altra frase: Ti danno la droga buona così fai bei pensieri invece di brut...

Quello che abbiamo dentro (che non diciamo)

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  ​A volte mi siedo al banco, apro il libro di storia, ma la mia testa è da tutt'altra parte. I grandi dicono sempre che questa è "l’età più bella", ma io non lo so mica se è vero. A me sembra solo l’età in cui tutto diventa complicato e ogni cosa che fai sembra sbagliata. ​L’ansia: quel nodo alla gola ​L’ansia per me non è solo la paura della verifica di matematica. È come un rumore di sottofondo che non si spegne mai. È quando senti il cuore che batte forte prima ancora che il prof apra il registro per interrogare. Ti senti mancare il respiro e hai paura che, se apri bocca, non uscirà niente o, peggio, uscirà una cavolata e tutti rideranno. È la paura di deludere i miei genitori, che si aspettano sempre il massimo, o di non essere "abbastanza" per i miei amici. ​Quando tutto diventa grigio ​Poi ci sono quei giorni in cui non è solo ansia. È come se si spegnesse la luce. Gli adulti la chiamano depressione, ma per me è solo una stanchezza infinita. Non hai vogli...

Festa di San Silvestro al Parco San Felice di Vicenza

Mercoledì 31/12/2025, nel pomeriggio del giorno di San Silvestro, alla vigilia di Capodanno, il comitato MHEVI in co-progettazione con la CTRP (comunità terapeutica riabilitativa protetta) Aurora si è reso con entusiasmo disponibile con la partecipazione di una decina dei suoi membri, ad un paio d'ore di volontariato nell'intrattenere musicalmente gli utenti della comunità e del centro diurno del Parco San Felice, all'interno della sala Pegaso, di Vicenza. Nella prima mezz'ora abbondante uno dei nostri membri MHEVI ha intrattenuto tutti i partecipanti al pomeriggio di festa, con il gioco del "musichiere", ovvero suonando abilmente con la chitarra i primi accordi, il gioco stava nell'indovinare la canzone e questo ha amplificato l'entusiasmo degli utenti del centro ma anche di noi membri MHEVI intenti a capire quali potevano essere i brani suonati abilmente dal collega. Dopo questa prima parte di intrattenimento  vi è stato un conviviale momento dedicat...

Lettera al mio 2026

Caro 2026, ti scrivo perché voglio dirti cosa spero di fare quest’anno. La cosa più importante per me è stare bene con la testa. Il mio primo obiettivo è restare tranquillo e in equilibrio. Voglio continuare a curarmi con impegno, come ho fatto finora, sperando che non ci siano brutte sorprese e che la serenità duri il più a lungo possibile. Poi c’è il lavoro. Vorrei che quest’anno il mio lavoro diventasse più sicuro e stabile. Questo è fondamentale, perché se il lavoro va bene, posso finalmente realizzare un grande sogno con la mia fidanzata: andare a vivere insieme. Sono quattro anni che vivo in una casa con il supporto degli operatori; è stato un percorso importante, ma adesso mi piacerebbe progettare una casa tutta nostra, dove iniziare una nuova vita in due. Voglio anche prendermi cura degli amici. Nel 2025 ho conosciuto persone nuove e belle, e quest’anno voglio stare ancora di più con loro e far diventare queste amicizie più forti. Infine, spero che il nostro Comitato Mhevi cres...

Sfida interiore

Sono membro di MHEVI da più di nove mesi e devo dire che l'esperienza condivisa con gli altri ragazzi del comitato mi ha aiutato molto ad esprimermi ed a togliere quel velo di timore che avevo nei confronti del rapporto con gli altri. Ho sempre preferito infatti per gran parte della mia vita rapportarmi verso me stesso, sia nel bene che nel male. Ho avuto esperienze di vita se vogliamo estreme, in cui pur donandomi all'altro ritenevo che quel che facevo era innanzitutto indirizzato al mio ego personale. Si può parlare di narcisismo, di vedere nell'altro la propria immagine riflessa e sappiamo quanto il narcisismo sia in realtà una accezione dal valore più che altro negativo. Mi sto leggendo interiormente e devo ammettere che devo ancora uscire da questa fase.  Quando incontro le persone e le ascolto cresce in me la necessità di confidare prima me stesso, come che le sue difficoltà, i suoi problemi, passassero in secondo piano rispetto ai miei pensieri personali. Cerco negli...