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Visualizzazione dei post da 2025

Post, articoli, e storie vissute di salute mentale

La salute mentale riguarda tutti e le storie personali possono diventare una forza capace di rompere lo stigma e far sentire meno soli.   Perché raccontare la propria storia   Condividere la propria esperienza può aumentare il senso di benessere, di fiducia in sé e di connessione con gli altri.   Le testimonianze reali aiutano chi legge a riconoscersi, a sentirsi compreso e a cercare supporto con meno paura.   Il progetto: uno spazio sicuro   Il nostro blog vuole essere uno spazio accogliente dove le voci di chi vive o ha vissuto un disagio psichico possano emergere senza giudizio.   L’obiettivo è dare più visibilità alle esperienze reali, mostrando che prendersi cura della salute mentale è parte della vita di ogni giorno.   Come partecipare in completo anonimato    Se hai una storia da raccontare sulla tua salute mentale (come persona, familiare, operatore o amico), puoi inviarla via mail a mhevicenza@gmail...

Blu oltremare

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  Quando sono vicina al mare, sento la mia mente rallentare. Il rumore delle onde mi calma subito, come se ogni suono portasse via un po' di stress. È strano, ma basta chiudere gli occhi e ascoltare per sentirmi più leggera, come se stessi meditando senza accorgermene. Guardare l'orizzonte, poi, mi fa un effetto speciale. Mi dà l'idea di uno spazio infinito, di libertà. È come se i pensieri negativi, quelli che a volte mi chiudono dentro, si aprissero lasciando entrare un po' di luce. Anche l'aria del mare ha qualcosa di magico. Respiro più a fondo, mi sento più sveglia, più viva. Forse è vero che nell'aria ci sono quegli ioni di cui parlano, che migliorano l'umore. Io so solo che lì mi sento meglio, più serena, come se qualcosa dentro di me si rimettesse in equilibrio. E poi c'è il colore. Quel blu che non stanca mai gli occhi, che calma anche quando il mare è agitato. Ho letto che il blu abbassa la pressione e trasmette tranquillità. A me sembra propri...

Auguri di Buone feste da tutti noi

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  Le festività natalizie portano spesso con sé un’immagine stereotipata: luci brillanti, tavole imbandite e una felicità che sembra quasi obbligatoria. Sappiamo bene, però, che per molti di noi il "vissuto" di questi giorni è molto più complesso. Per chi affronta una sfida legata alla salute mentale, questo periodo può essere carico di rumore, di aspettative sociali pressanti o, al contrario, di un senso di solitudine che si fa più pungente. Come Comitato MHEVI , vogliamo dedicare questo spazio proprio a voi: a chi sta vivendo queste feste con fatica, a chi cerca un equilibrio e a chi, semplicemente, sta cercando di restare a galla. Il diritto alla propria verità emotiva In questi giorni si parla tanto di "spirito natalizio", ma vogliamo ricordarvi che ogni emozione è valida . Non c’è nulla di sbagliato nel sentirsi sopraffatti, stanchi o malinconici mentre il mondo fuori sembra correre in un’altra direzione. Il vostro vissuto non è un ostacolo alla festa, è la vost...

Lasciati coinvolgere e condividi

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  L'unione fa la forza in MHEVI tutti per uno, uno per tutti nessuno escluso. Siamo un Comitato, ma ancor prima un gruppo di utenti esperti adulti di salute mentale. Con ciò contrastiamo lo stigma sociale e l' autostigma , valorizzando, anche se a volte più difficile,  l' autostima ! Siamo in grado di tener testa ai dibattiti con professionisti importando la nostra tecnologia nel nostro modo di fare. Siamo in grado di sostenerci sempre, tenendoci per mano, camminando in un unica direzione: Libertà di esser visti come chiunque e non giudicati per un momento di debolezza e sofferenza. Se ti senti cosi e vuoi capirne di più lasciati ispirare dal nostro moto e motto: Dalle nostre vite, per le  nostre vite.

La mia passione per il Nordic Walking

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Tutto è iniziato al CTRP Girasole, dove ho scoperto per la prima volta il Nordic Walking. Quei bastoncini in mano, il ritmo costante dei passi: era un modo nuovo per muovermi, respirare aria fresca e sentire il corpo risvegliarsi. Non era solo sport, ma un primo passo verso un equilibrio che mi mancava. Poi, al centro diurno Punto e a Capo di Lonigo, ho ritrovato questa attività e mi ci sono immerso completamente. Mi sono appassionato al punto da iscrivermi all'associazione locale del mio paese, seguendo il gruppo in camminate entusiasmanti tra colline e sentieri. Era bello condividere l'energia con gli altri, sudare insieme e chiacchierare dopo. Ma alla fine, ho scelto di camminare da solo. Preferisco il mio ritmo, con la musica, i podcast o gli audiolibri nelle cuffie: mi isolano dal mondo in modo sano, mi fanno riflettere e ricaricare. Soprattutto come persona con disturbo schizoaffettivo, il Nordic Walking mi regala un benessere profondo. Riduce l'ansia, chiarisce la me...

Cena Natalizia del Comitato M.H.E.VI

Venerdì 12/12/2025 si è svolta presso il ristorante/pizzeria "Amadeus" di Brendola la cena natalizia del Comitato MHEVI. L'occasione è stata quella di amplificare tante emozioni positive, dall'entusiasmo di poter partecipare alla serata di 19 persone, alla novità di essere accolto nella famiglia MHEVI per uno di loro. Per un altro membro è stata l'emozione di essere riabbracciato in una famiglia, come quella MHEVI particolarmente empatica verso ogni sensibilità. Durante la cena il clima è stato conviviale, in cui non sono mancati momenti di leggera ironia, apertura a nuove conoscenze, con lo scambio di interessi e opinioni. La sensazione generale è stata quella di una grande "famiglia" di amici in cui il "sentire" reciproco ha la meglio su individualismi e freddezza presente spesso purtroppo nella società esterna. Gli stessi pensieri che sono stati fatti da alcuni membri del comitato ai colleghi è sintomo che ognuno pensa prima per l'altro,...

La tua bussola emotiva

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Quando si parla di salute mentale, spesso ci si sente persi, come se non ci fosse una mappa chiara da seguire. Eppure, ognuno di noi possiede una bussola emotiva: un insieme di vissuti, emozioni, successi e difficoltà che ci accompagnano ogni giorno. Questa bussola può diventare uno strumento prezioso, non solo per orientarsi nella propria vita, ma anche per guidare e sostenere gli altri.   Ascoltare le proprie emozioni La prima tappa del viaggio è imparare ad ascoltare se stessi. Spesso diamo più peso alle opinioni altrui o alle aspettative sociali, trascurando i segnali che il nostro corpo e la nostra mente ci inviano. Fermarsi a riflettere su ciò che si prova, riconoscere la tristezza, la rabbia, la paura o la gioia, è il primo passo per prendersi cura di sé. Questo ascolto attento è anche la base per offrire un autentico sostegno a chi ci sta accanto.   Trasformare il vissuto in risorsa Le esperienze difficili, i momenti di fragilità o le crisi che abbiamo attr...

Un anno di M.H.E.VI: il nostro viaggio

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  C'è una data che segna l'inizio di tutto: il 3 dicembre 2024 . Quel giorno, durante un Consiglio di Dipartimento, è nato un semplice gruppo WhatsApp tra utenti. Poteva restare solo una chat, uno spazio virtuale come tanti. Invece, a distanza di dodici mesi, guardando il calendario delle attività svolte, ci rendiamo conto di aver costruito le fondamenta di qualcosa di solido, necessario e vivo. Oggi, chiudendo questo 2025, vogliamo condividere con voi il bilancio del nostro primo anno di vita. Un anno fatto di sette riunioni ufficiali, incontri istituzionali, burocrazia necessaria e tanta umanità. Costruire le fondamenta: Identità e Regole Un gruppo, per durare, ha bisogno di regole condivise e di una forma definita. Per questo motivo, gran parte della prima metà dell'anno è stata dedicata al "dietro le quinte". Abbiamo lavorato sodo alla redazione del nostro Statuto, un percorso culminato a luglio con la consulenza presso il CSV di Vicenza e la successiva approv...

Non è la risposta, è la domanda.

Quante volte ci si fa domande su cui ci si incastra. Qualsiasi risposta sembra sbagliata, oppure tutte le risposte sono giuste, oppure ancora non si trova risposta.  Sta di fatto che quella domanda continua a tormentarti e non riesci a fermarla, fai di tutto per trovare una risposta appagante.  I dilemmi possono essere vari nel corso della vita, ed è normale porsi delle domande. Ma ci sono domande così profonde e così difficili che possono tormentare per diverso tempo e creare un malessere serio. E qui trovai la risposta ai miei dilemmi in un libro.. non è la risposta quella che cerchi, è la domanda che è da cambiare! Infatti provai a modificare l'interrogativo che mi ponevo, cercando di fare la stessa domanda ma in maniera costruttiva. Beh, il dramma che mi metteva di fronte la domanda si calmò. Certo non ho risolto tutto, ma la mia prospettiva è cambiata e l'aiuto è stato concreto. Il libro era di un psicologo famoso. Leggere mi ha sempre aiutato.

Trovare il mio posto

Ti è mai capitato di guardarti intorno, magari seduto alla tua scrivania o durante una cena con amici, e sentire di non appartenere davvero a quel momento? È una sensazione insidiosa, simile a un abito che tira nelle cuciture: da fuori sembra perfetto, ma dentro ti manca il respiro. Passiamo anni a cercare il "nostro posto" nel mondo. Ci convinciamo che sia una coordinata geografica, un titolo lavorativo o uno status sociale. Crediamo che, una volta raggiunta quella meta, la sensazione di inadeguatezza svanirà. Eppure, spesso arriviamo in cima e ci sentiamo ancora più smarriti. La verità è che non ci sentiamo fuori posto perché siamo nel luogo sbagliato, ma perché stiamo fingendo. Per paura di deludere le aspettative o di essere rifiutati, smettiamo di dire ciò che pensiamo e iniziamo a recitare una parte. È questo silenzio che crea la distanza tra noi e la nostra vita. L'unica vera cura per riappropriarsi del proprio spazio è il dialogo onesto. Tutto inizia con l'amm...

Le 5 cose insopportabili che ci dicono quando stiamo male

Introduzione Ok, parliamoci chiaro. Ormai tutti sanno che la salute mentale è importante, ma a volte le persone che provano ad aiutarci fanno dei danni enormi con le parole. Magari non lo fanno apposta, ma quando stai attraversando un periodo buio, certe frasi sono proprio l'ultima cosa che vuoi sentirti dire. Ti fanno sentire solo, incompreso, e a volte pure in colpa. Ho messo insieme le 5 frasi "killer" che chi vive un disagio mentale (ansia pesante, depressione, attacchi di panico, ecc.) non ce la fa più a sentire. È ora di cambiare il modo in cui parliamo di queste cose, sul serio. 1. La Peggiore: "Dai, sii forte e reagisci." Questa è la numero uno delle frasi inutili. Quando ci dicono così, è come se pensassero che uscire da un periodo difficile sia come accendere un interruttore. Amici, non funziona così! Se stiamo male, non è perché ci manca la "forza di volontà" o non siamo abbastanza tosti. La depressione o l'ansia non sono un capriccio, ...

Il rapporto con la famiglia

Quello che ho notato è, che posso anche essere adulto, ma agli occhi dei miei genitori sarò sempre un cucciolo. Avranno sempre da dire il loro consiglio, frutto dell'enorme e indiscussa esperienza che hanno. Sapranno sempre meglio di me, perchè sai, loro hanno il sapere. Io, da figlio, non saprò mai abbastanza e il mio atteggiamento è sempre da correggere secondo il loro volere.  Ho capito che non escono mai dal ruolo di mamma e papà, mai! Altrimenti subentra il loro senso di colpa di non essere dei buoni genitori, di non aver fatto abbastanza, di non aver esaudito le loro aspettative su di me. La mia salute mentale ne risente. Ho sentito la storia di un ragazzo che dorme con la mamma, ed è adulto maturo. Quando finisce il ruolo di figlio? Il cordone ombelicale è ancora collegato? Come si fa a diventare adulti?

Nascita del nuovo Logo M.H.E.VI: simbolo di creatività, consenso e rinascita.

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È un piacere annunciare la nascita, con la relativa approvazione, del nuovo logo del comitato MHEVI (Mental Health Experiences Vicenza) che vuole rappresentare la finalità e i valori fondamentali con ancora maggiore dinamismo e chiarezza. Processo creativo: due menti, una missione condivisa La nascita del nuovo simbolo è stata frutto di una collaborazione interna, nata dal talento creativo di due membri del comitato. Il logo scelto rappresenta un ipotetico manifesto della finalità di MHEVI. Il logo è costituito al suo centro da due mani che si uniscono per sostenere un cuore che ha le chiare sembianze di un cervello, e viceversa. I colori usati per l'essenza di questo logo assumono varie tonalità, dalle parti più fredde con l'utilizzo di sfumature dal nero al viola che rappresentano la complessità della salute mentale, mentre assume tonalità più calde e se vogliamo, più vivaci l'altra metà con l'utilizzo del rosso, arancione, giallo e verde che rappresentano la speranza...

Il comitato illustra l'importanza del benessere psicologico ai Capi Scout locali.

ARZIGNANO (VI) – Una sessione di sensibilizzazione di alto profilo si è tenuta domenica 9 novembre presso il Centro Arcobaleno di Arzignano, dove i capi scout locali si sono riuniti per la presentazione del progetto M.H.E.VI., acronimo di Mental Health Experiences di Vicenza. Il comitato M.H.E.VI. è un'entità cruciale nel panorama sanitario, nata dalla sinergia tra Dirigenti medici del Dipartimento di Salute Mentale e gruppi di utenti, con la missione di promuovere il benessere psicologico e dare voce alle esperienze di chi vive il disagio mentale. A guidare l'incontro sono stati tre coordinatori del Comitato MHEVI, i quali hanno saputo illustrare con rara chiarezza e coinvolgimento le linee guida del progetto. Utilizzando il dialogo come strumento principale e supportati da un efficace materiale multimediale, i coordinatori hanno messo in luce come i temi della salute mentale e dell'equilibrio emotivo siano oggi fondamentali nell'educazione dei giovani. L'i...

Prenditi cura della tua mente

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 Prenditi Cura della Tua Mente ​Il tuo benessere mentale non è un lusso, è una priorità assoluta. ​Ricorda: ​Stop: Fai una pausa di 5 minuti. Respira profondamente. Rallenta il passo. ​ Parla: Non portare il peso da solo. Confidati con un amico fidato o un professionista. ​Accetta: Non devi essere "perfetto". Va bene non stare bene. Azione di oggi: Bevi un bicchiere d'acqua e muovi il corpo per un minuto (anche solo allungandoti). Fallo adesso.

Sentirmi inferiore

Tutto è cominciato con qualche evento spiacevole nella mia vita. Persi qualche amico importante, mio fratello che va a convivere, lasciarmi con la mia ragazza dell'epoca.  Tutto è accaduto in poco tempo. In quel periodo sono successe altre cose negative che ora non scriverò, sta di fatto che avevo perso autostima, avevo perso fiducia in me stesso e nella vita. I pensieri depressivi si aggiungevano e aumentavano di mese in mese, fino a che hanno cominciato a diventare troppi e ad offuscare la mia mente.  Sinceramente avevo anche smesso di lavarmi ogni giorno, avevo smesso di prendermi cura di me stesso e non mi interessavo più a niente. Con il tempo persi la stima di me stesso, ed anche le persone che frequentavo persero la stima di me, compresa la mia famiglia. La mia vita era diventata un autentico fallimento. Avevo cominciato ad evitare le persone e non guardarle più neanche negli occhi. Per essere chiari, non sono uscito da questa situazione in un giorno, neanche in un anno...

Soffrire come abitudine

Alla sofferenza ci si abitua, ci si fa il callo, finchè non diventa normale.  Soffrire di continuo, diventa con il tempo quasi una certezza, una coccola al contrario. Sai che sminuendoti troverai una ragione per i propri fallimenti. Soffro, quindi è normale neanche provare a stare meglio, perchè tanto soffrirò per sempre.  Soffro e quindi non ho valore, tutti gli altri stanno meglio di me ed hanno raggiunto traguardi importanti nella vita che mi fanno invidia.  Ma io soffro e ho il dispiacere negli occhi di chi mi guarda. Penso che diranno, poveretto soffre tanto ma è una brava persona.. una brava persona che soffre, che nobile.  Soffro perchè forse la vita è troppo difficile, oppure Dio mi ha abbandonato, chissà.  Soffro e nessuno capisce il mio dolore, sono da solo nella mia sofferenza e quanto godimento nel proprio dolore.  Soffro e non voglio neanche aiuto, perchè essere una causa persa è una condanna così dolce, quasi ammirevole agli occhi degli altri....

L'amicizia pura

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Nell'intricato mosaico della vita, l'amicizia pura brilla come un faro di sincerità. Non è una questione di quantità di persone, ma della qualità e del disinteresse del legame. È il sostegno silenzioso che non chiede nulla in cambio.

Articolo riguardante il Convegno del DSM al Liceo "Quadri" di Vicenza

Il 23 ottobre 2025 si è tenuta presso il Liceo "Quadri" di Vicenza, l'assemblea annuale del dipartimento di salute mentale. L'iniziativa, voluta fortemente dal Direttore del Dipartimento, Dott. Meneghetti, ha riscosso un importante seguito di pubblico nell'Aula Magna dell'Istituto stesso. L'occasione è stata quella di parlare naturalmente di salute mentale ma in un contesto particolare, ovvero quello giovanile, come può essere quello di un liceo. Si sono messe a confronto esperienze già vissute e quelle in divenire come quelle che possono essere le dinamiche giovanili. In questo contesto ha avuto spazio l'esperienza del nostro comitato MHEVI, presentata in modo impeccabile da una delle sue coordinatrici Elisabetta Mele che ha spiegato la finalità del gruppo di operare e promuovere il supporto alle persone con esperienza di salute mentale, condividendo esperienze e nuove attività. Precedentemente un altro coordinatore del gruppo MHEVI, Sebasti...

Non è mai troppo tardi.

Sono passati 56 anni da quel giorno d’ottobre del '69. 56 anni di terra, di scadenze, di affanni che, in un modo o nell’altro, ci allontanano sempre un po' dalla riva. Non posso nasconderlo, la prima sensazione che mi ha colto, qui, seduto dopo il gruppo di auto-mutuo-aiuto – le parole ancora nell'aria, la nebbia fitta fuori, tipica del Basso Vicentino – è stata un’ansia dolce: "Sono vecchio. Forse è tardi." Ma tardi per cosa? Per dedicare la vita? Per dare un senso, un nome, un volto a quella Fede che ha sorretto  mia madre, maestra e casalinga, e che ha visto mio padre, il doganale, costruire qui un’esistenza? È la Fede che affonda le radici in una storia ben più antica del boom economico, più profonda di qualsiasi transito doganale. Basta alzare lo sguardo, anche solo metaforicamente, per vedere il campanile della Basilica e ricordare che questa terra, la nostra Vicenza, poggia sulle ossa di chi non ha avuto paura. I martiri Felice e Fortunato. Duemila anni di ...

Che età mentale ho?

Tutti abbiamo un'età, ma a volte il comportamento di ogni giorno non rispecchia l'età vera. In che senso? Ho imparato che posso avere atteggiamenti e ragionamenti come quelli di un bambino, anche se sono un adulto.  Per esempio, l'attaccamento morboso alla mamma anche in età adulta... Per esempio, la scarsa indipendenza, proprio come un bambino... Mi è stato sgradevole scoprire queste cose, perché io semplicemente non ci pensavo. Per me era normale il mio atteggiamento e non mi ero mai messo in dubbio.  Questo non significa che non ho più da parlare con i miei genitori, o che dovrei evitarli.  Credo comunque che un forte senso di famiglia sia alla base della vita e non voglio rinunciare a me stesso.  Questi pensieri però, hanno creato in me il desiderio di indipendenza mentale e comportamentale, perché si può andare via da casa, ma attuare gli stessi schemi mentali anche altrove, ed essere dipendenti semplicemente da altre persone. Viva l'indipendenza!

Assemblea annuale del DSM 2025

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Giornata Mondiale della Salute Mentale 2025

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  La Giornata Mondiale della Salute Mentale (World Mental Health Day) è stata celebrata per la prima volta il 10 ottobre 1992 . Fu istituita per iniziativa della World Federation for Mental Health (WFMH) , un'organizzazione globale per la salute mentale, con il sostegno dell' Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) . L'obiettivo principale della Giornata è: Aumentare la consapevolezza sui problemi di salute mentale a livello globale. Mobilitare gli sforzi a sostegno della salute mentale. Lottare contro lo stigma e la discriminazione associati ai disturbi mentali. Inizialmente, la Giornata si concentrava sulla promozione generale della sensibilizzazione e dell'educazione. Dal 1994 in poi, è stato introdotto un tema specifico annuale per focalizzare l'attenzione su particolari aspetti della salute mentale. Il tema della Giornata Mondiale della Salute Mentale per il 2025 è: "Accesso ai servizi: Salute mentale nelle catastrofi e nelle emergenze" (Access...

Il senso di colpa

Dopo anni di psicoterapia sono arrivato a questo punto, il senso di colpa. Ho sottovalutato questo fatto per anni, non accorgendomi per esempio, che la mia stessa famiglia usa il senso di colpa per manovrare le mie azioni. Lo fanno anche involontariamente forse, ma sta di fatto che usano il senso di colpa anche spesso. Il malessere che mi crea lo sto tutt'ora scoprendo. In psicoterapia ho affrontato vari argomenti nelle mie sedute con la dottoressa e sono stato anche avvisato di stare attento a questo trucchetto manipolativo.  Mi viene il dubbio, che forse, lo faccio anch'io. Non lo so è possibile, ho avuto dei buoni maestri di senso di colpa. La terapia prosegue...

Diavoletto e angioletto

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Mi rivedo in quel che è scritto nel precedente post. Fu così anche per me. In quel periodo vivevo in una CTRP, ma chissà da quanti anni sentivo le Voci. Si le Voci, quelle che io avevo sempre confuso con forti pensieri erano voci disturbanti. Come si vede in qualche film o telefilm, nell'orecchio destro sentivo una voce benevola che mi diceva: "andrà tutto bene" o "rilassati" o "non aver paura", invece a sinistra sentivo una voce che sussurrava: "sei un incapace", "sei un fallito", "devi fare di più". Poi un giorno diedi un nome a queste voci in angelo e demone. Mi recai anche io da uno psichiatra e gli raccontai. Mi diede la cura giusta e da quel giorno non sento più le voci, come dico spesso, ho raggiunto il Nirvana.

Allucinazioni e psicosi

  Quando ho cominciato a sentirmi male mentalmente, non capivo cosa mi stesse succedendo, avevo dei pensieri assurdi per come ragionavo al tempo.  Però questi pensieri erano continui e mi infastidivano parecchio. Non sapevo come affrontarli, così ho semplicemente per un periodo sopportato il tutto.   Poi la situazione è peggiorata ed ho cominciato a sentire qualcuno che mi parlava, come per davvero!  Da credente religioso ho pensato che angeli mi stessero parlando e demoni che mi offendevano anche. La situazione è diventata insopportabile, così sono andato da uno psichiatra, ma non avevo il coraggio e la forza di dirgli che sentivo voci.   Solo dopo tempo ho affrontato l'argomento con serietà e trovato cure adeguate al mio disturbo.

Volevo essere un hippie

  Quando ero adolescente hanno cominciato a fare presa su di me le rivoluzioni degli anni 60, le proteste e l'attivismo politico. La ribellione che vedevo in loro mi sembrava interessante. I miei idoli erano John Lennon, Jimi Hendrix, Jim Morrison ecc.  Tutto bello, oppure no? In realtà avevo imparato da loro l'eccesso, lo sballo, ero andato perfino ad Amsterdam per nutrire i miei vizi del tempo. Mi ero perso a discoteche e bar, non per ballare, ma per sballarmi. Credevo di essere totalmente nel giusto e che tutto il mondo dovesse considerare la filosofia hippie come me. Quello che è susseguito sono paranoie, isolamento e progredire della malattia mentale. Qualche mio vecchio amico mi dice: Beh, ci siamo divertiti no?! Il me di oggi cerca di riscrivere la definizione e il significato di divertimento. Le belle giornate sono completamente differenti oggi.  

La depressione ha fatto le radici

Per talmente tanti anni non mi sono curato ed ho ignorato i miei problemi, cercando in ogni modo di fuggire, che anche ora che mi sto curando, certi pensieri e idee fanno fatica ad andarsene.   Avevo pensato perfino di trasferirmi in Giappone e non vedere più nessuno. Mi chiedevo come avrei potuto risolvere le paranoie e le difficoltà che provocava la mia malattia?   Tenevo tutto dentro e non ne parlavo con nessuno, finché non sono esploso e sono stato ricoverato. Non parlarne con nessuno ha portato solo al lento ingigantire della mia malattia.   Vecchi schemi mentali ed atteggiamenti purtroppo ancora lì attuo, la paura è ancora presente in me e non riesco a non dipendere dai miei genitori, sia economicamente che psicologicamente.   Il percorso di guarigione è lungo ed a volte faccio ancora fatica a fidarmi dei miei medici.   Ancora penso, come faccio a dare fiducia ai miei medici, invece di ascoltare i consigli dei miei genitori?  

Ecco cosa facciamo:

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🤝 Creiamo una rete di supporto: Offriamo uno spazio sicuro e accogliente per condividere esperienze e successi. Perché crediamo che la condivisione sia il primo passo per stare meglio. ❤️ Contrastiamo lo stigma: Vogliamo parlare apertamente di salute mentale per abbattere i pregiudizi e promuovere una maggiore inclusione e comprensione nella nostra comunità. 🚀 Promuoviamo il potenziale individuale: Supportiamo l'autonomia e la partecipazione attiva di ognuno, perché ogni percorso di recupero è un viaggio verso la scoperta di sé. 🗣️ Condividiamo conoscenze: Mettiamo a disposizione risorse, informazioni utili e pratiche per il benessere psicologico e il percorso di recupero. 🤝 Collaboriamo con il territorio: Lavoriamo insieme ad altre associazioni ed enti locali per unire le forze e offrire un aiuto ancora più efficace. 🎉 Organizziamo iniziative: Dagli incontri ai gruppi di auto-aiuto, passando per eventi culturali e ricreativi, promuoviamo attività che nutrono la mente e lo spi...