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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Incontro al Parco San Felice: l’umanità che unisce MHEVI e la CTRP Aurora

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  Vicenza, 26 febbraio 2026   Ieri al Parco San Felice è successa una di quelle cose che scaldano il cuore e fanno sperare in una comunità più umana e vicina a chi vive la sofferenza psichica.  Una delegazione del Comitato MHEVI (Mental Health Experiences Vicenza) ha incontrato gli ospiti e l’équipe della CTRP Aurora , aprendo uno spazio di dialogo, ascolto e curiosità reciproca. C’è un filo invisibile che unisce le persone quando si incontrano per condividere esperienze vere, vissute sulla pelle e nel cuore. Oggi, quel filo ha preso forma nella sala comune della CTRP Aurora di Parco San Felice, a Vicenza, dove una delegazione del Comitato MHEVI è stata accolta con calore e attenzione dagli ospiti e dagli operatori della struttura. La CTRP , acronimo di Comunità Terapeutica Riabilitativa Protetta , è un luogo dove si intrecciano storie di cura, tentativi di rinascita e nuovi inizi: una struttura residenziale che offre un intervento terapeutico e riabilitativo c...

Famiglia non di sangue

La famiglia non di sangue nasce da legami e interessi comuni che convergono in amicizia autentica. Spesso ogni mese ci ritroviamo a cena per trascorrere ore piacevoli per conoscerci sempre di più. Siamo amici che combattono lo stigma nella salute mentale e ciò ci rende uniti, unici e forti L'unione che rompe l'isolamento:  La salute mentale spesso isola. Sapere di avere una "famiglia" che capisce i linguaggi del cuore senza bisogno di troppe spiegazioni è la medicina migliore. ​"La famiglia non è sempre quella in cui nasci; a volte è quella che trovi lungo la strada, seduta a una tavola imbandita, pronta ad ascoltarti."

L'insonnia

L'insonnia, secondo la mia esperienza personale, è spesso la scintilla che accende le crisi mentali più gravi. Come paziente psichiatrico, l'ho vissuta come un nemico subdolo che amplifica ogni vulnerabilità. La Mia Scoperta Personale Ho passato notti intere a fissare il soffitto, con la mente che correva senza sosta, e il giorno dopo tutto sembrava più oscuro: ansia che esplodeva, pensieri paranoici che emergevano dal nulla. Non era solo un sintomo dei miei disturbi – disturbo schizoaffettivo e lotte con depressione – ma il vero detonatore che faceva scoppiare le ricadute peggiori. Curare il sonno ha cambiato tutto, riducendo paranoia, allucinazioni e umore nero proprio come suggeriscono gli studi. Evidenze Scientifiche L'insonnia non è solo un effetto collaterale: studi confermano una relazione bidirezionale con disturbi psichiatrici, dove il sonno disturbato aumenta il rischio di ansia, depressione e persino psicosi. Oltre il 50% dei pazienti con insonnia soffre anche di...

Fase down

Dicono che il dolore sia come le onde del mare: a volte ti cullano, altre ti travolgono.  Negli ultimi tempi sono arrivate due tempeste insieme e la riva sembra lontanissima.  Sto attraversando una fase di forte disagio e stanchezza psicologica; è quel momento in cui il corpo e la mente chiedono il conto di tutto questo dolore.  Scrivo questo post non per compassione, ma per onestà: sto imparando a camminare in questo buio, un passo alla volta, aspettando che la tempesta passi.

Il coraggio di diventare Cigni

Spesso cerchiamo metafore complesse per spiegare il disagio, ma a volte le verità più profonde si nascondono nelle storie che conosciamo fin da bambini. Vi propongo di rileggere insieme la fiaba del Brutto Anatroccolo. Tutti ricordiamo l'inizio della storia: un piccolo essere che viene allontanato, isolato e persino abbandonato dalla sua stessa "madre" e famiglia, semplicemente perché appare diverso dagli altri. In questa immagine c'è un parallelismo potente con ciò che molti di noi vivono quando affrontano la malattia mentale. L'isolamento e lo stigma Proprio come l'anatroccolo, chi soffre di un disagio psichico spesso subisce un doloroso isolamento. Ci si sente "diversi", giudicati o incompresi da una società che fatica ad accettare ciò che non rientra nei canoni della "normalità". Lo stigma diventa quel recinto che ci separa dagli altri, facendoci sentire sbagliati. Il viaggio verso se stessi Ma la parte più importante della fiaba non è ...

Paranoie

Tutto è iniziato nel 2009, l’ultimo anno del mio matrimonio. Quello che sembrava "solo" un periodo difficile era in realtà l'inizio di un lungo viaggio dentro la sofferenza mentale. È iniziata con una depressione profonda : una tristezza che non lasciava spazio a nulla, la perdita totale di interessi e una stanchezza cronica che mi schiacciava. Non mangiavo più. Passavo le giornate a piangere in un silenzio assoluto, con la mente vuota e un senso di autosvalutazione che mi faceva sentire minuscola. Mi sono rivolta a un neurologo che mi ha prescritto il Citalopram; grazie alla terapia ho iniziato a stare un po' meglio, trovando finalmente la forza di divorziare. Il buio del 2014 e la rabbia Ma la mente è complessa e nel 2014 il buio è tornato, ancora più fitto. Non era solo tristezza: era un’incapacità totale di decidere, anche per le cose più banali. Mi mancavano le energie, l’insonnia mi sfiniva e ho iniziato a isolarmi, allontanando amici e familiari. In quel period...

La Pecora Nera

Mi chiedo spesso, come faccio ad essere positivo e solare, se all'età di 40 anni mi sento indietro rispetto a molti? Molti dei miei amici si sono laureati. Molti dei miei amici ed ex compagni di scuola si sono sposati ed hanno fatto figli. Perfino quando penso a tutte le mie personali parentele di sangue, mi rendo conto che io sono da anni in competizione per il premio di Pecora Nera di tutta la famiglia e parentela. E allora, come faccio a sorridere? Come faccio a pensare positivo? Non è facile essere disponibile con tutti, sorridere a tutti. Dentro io mi sento che sto facendo finta, che sto solo recitando. Non sono felice, ne sono troppo soddisfatto di me stesso. Come faccio a trovare un equilibrio e non aggravare la mia depressione, se tutto mi dice che io sono veramente quella Pecora Nera? A volte mi sorprendo di come riesco a trovare il coraggio di affrontare certe situazioni, o semplicemente di svegliarmi la mattina ed andare al lavoro. E' vero che possibilmente que...

Incontro con “Abitare supportato”

Nel tardo pomeriggio di giovedì 12/02/26 una delegazione del nostro comitato MHEVI composta da quattro elementi, è stata ospitata a Vicenza dalla locale realtà di "Abitare Supportato" composta da quattro ragazzi suoi utenti e la presenza dell'equipe di tre operatori referenti e responsabili, nonché promotori dell'iniziativa di incontro ben accolta dalla nostra parte come membri MHEVI. L'occasione è stata innanzitutto di presentarci a vicenda e di descrivere brevemente la nostra "storia" sia come noi membri MHEVI che loro come utenti di "Abitare Supportato". Successivamente grazie alla sapiente dimestichezza di uno dei nostri coordinatori MHEVI è stata proiettata la nuova versione della presentazione del nostro comitato con tutte le caratteristiche, composizione e finalità che la rendono una associazione "originale" sia nella sua struttura che nella capacità di decidere sempre in modo "democratico" senza individualismi e sovr...

30 Volte "No", per un "Noi" che vale tutto

Ho contato trenta primi appuntamenti. Trenta volte in cui mi sono seduto a un tavolo cercando di capire quando fosse il momento giusto per dire: "Ehi, la mia mente a volte gioca sporco" . Trenta volte in cui ho visto lo sguardo di chi avevo di fronte cambiare, farsi distante o, peggio, diventare pietoso. Lo stigma è un muro invisibile che ti fa sentire sbagliato, un "pezzo di ricambio difettoso" in un mondo che pretende prestazioni e sorrisi a comando. Poi è arrivata lei. Non è stato il solito incastro forzato. È stato un riconoscimento immediato, quasi silenzioso. Per la prima volta non ho dovuto nascondere l'ansia, non ho dovuto inventare scuse per i miei giorni di "ombra" o scusarmi per le mie cicatrici interiori. Ho trovato una donna che è la mia pari , una guerriera che cammina sullo stesso terreno, che conosce il peso delle salite e il valore immenso di un respiro profondo. Non siamo perfetti, siamo complementari Dicono che l'anima gemella de...

Il mio 11 febbraio 2026

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Oggi è l’11 febbraio 2026. Per tutti è la Giornata Mondiale del Malato, ma per me è solo un altro giorno in cui devo combattere una battaglia che nessuno vede. Ho 38 anni e la mia vita è cambiata nel 2011. Prima ero un ragazzo come tanti altri, poi, all’improvviso, è come se nella mia testa si fosse rotto un interruttore. Da quindici anni vivo con una malattia che non mi fa venire la febbre e non mi rompe le ossa, ma che mi ruba la realtà. Come vivere in un sogno (che a volte è un incubo) Vivere con quello che ho io è difficile da spiegare. Immaginate di essere in una stanza affollata dove tutti parlano, ma in un angolo c’è una radio accesa al massimo volume che trasmette solo rumori o voci che senti solo tu. A volte queste voci mi dicono cose brutte, mi fanno venire paura di persone che invece mi vogliono bene. Ci sono giorni in cui mi sento agitatissimo, come se avessi troppa energia e potessi fare qualunque cosa. Altri giorni, invece, sprofondo in un buco nero e anche solo alzarmi p...

Il gennaio del Comitato MHEVI

Gennaio è stato un mese di intensa attività per il comitato MHEVI . Abbiamo iniziato il 2026 con un’energia incredibile, lavorando su più fronti per consolidare la nostra presenza sul territorio e migliorare la nostra comunicazione interna ed esterna. Ecco un riepilogo di tutto quello che abbiamo realizzato in queste prime settimane dell'anno. 📈 Traguardi e Comunicazione Digitale Il nostro impegno online sta dando i primi grandi frutti. Siamo felici di annunciare che il Blog MHEVI ha raggiunto le 3.500 visualizzazioni! Un traguardo che ci spinge a fare sempre meglio. Inoltre, sul fronte digitale abbiamo: Ottimizzato il Blog per una navigazione più fluida. Lavorato all' ottimizzazione della Community WhatsApp , per rendere le comunicazioni tra i membri più snelle ed efficaci. 🎨 Nuova Identità Visiva e Progetti Speciali Abbiamo investito tempo nel rinnovare gli strumenti con cui ci presentiamo al mondo: Nuova Locandina Ufficiale: Un design fresco e professionale per i nostri...

Oltre la colpa: la mia riflessione sull'auto-stigma

Vorrei condividere con voi una riflessione sull’ auto-stigma a cui sono giunto poco prima di parlare pubblicamente della mia esperienza con la malattia mentale in un liceo. Nelle settimane di preparazione, mentre ripercorrevo la mia storia per raccontarla agli studenti, mi sentivo profondamente a disagio. Provavo un senso di inadeguatezza e di colpa per le azioni compiute in passato. Poi, però, ho avuto un’intuizione: se avessi potuto scegliere, non avrei mai compiuto quei gesti. Li avevo commessi solo perché ero sotto l’influsso della malattia, che aveva alterato la mia capacità di giudizio. In quei momenti di crisi, la mia capacità di distinguere ciò che era giusto da ciò che era sbagliato era compromessa; di conseguenza, la mia responsabilità effettiva su quelle azioni era minima. Ho capito che, allo stesso modo in cui non siamo responsabili di uno starnuto quando abbiamo il raffreddore, non possiamo colpevolizzarci per gli effetti di un disturbo mentale. Quelli che una persona sa...

​L’amore come "motore" della guarigione

L'amore non è solo quello dei film, ma è sentirsi accolti. Nella salute mentale, questo conta tantissimo per tre motivi: ​L'autostima: Quando qualcuno ci ama, iniziamo a vederci con i suoi occhi. Se lui vede del buono in noi, forse allora non siamo "sbagliati" come pensavamo. ​La fine dell'isolamento: Chi soffre tende a chiudersi in una bolla. L'amore è il ponte che rompe quella bolla e ci riporta nel mondo. ​La chimica (quella che studiamo in scienze): Abbracciare qualcuno o sentirsi al sicuro libera sostanze nel cervello (come l'ossitocina) che abbassano l'ansia e lo stress. ​Perché da solo a volte non basta? ​Bisogna stare attenti a non confondere l'amore con la terapia. Ecco i dettagli tecnici: ​Il "buco" interiore: A volte la ferita è così profonda che chi ci ama non sa come prenderla. È come cercare di operare un amico al cuore: anche se gli vuoi bene, non hai gli strumenti giusti. ​La responsabilità: Se pensiamo che solo l'amor...

Il Disturbo bipolare

Il disturbo bipolare è come un'altalena emotiva molto forte che va oltre i normali sbalzi d'umore. Si divide principalmente in due momenti: ​Fase "Su" (Mania): Ti senti pieno di energia, non dormi, parli velocissimo e pensi di poter fare tutto. Spesso si fanno scelte impulsive. ​Fase "Giù" (Depressione): Ti senti svuotato, senza speranza e senza forze. Anche le cose più semplici diventano difficili. ​In breve: ​È biologico: Dipende da come lavora il cervello, non è colpa della persona. ​Si cura: Con l'aiuto di medici e terapie giuste, l'altalena si ferma e si ritrova l'equilibrio. ​La routine aiuta: Mangiare e dormire a orari regolari è fondamentale per restare stabili.

La Salute Mentale è come un giardino

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  ​A volte pensiamo che stare male significhi solo avere la febbre o un braccio rotto. Invece esiste un dolore che non si vede fuori, ma si sente tutto dentro: è quando la nostra mente è stanca o triste. ​Spesso si dice "nel silenzio di mille parole" perché, quando qualcuno soffre di salute mentale, magari sta zitto, ma nella sua testa c'è un rumore fortissimo. È come avere mille pensieri che urlano tutti insieme, ma non riuscire a farne uscire nemmeno uno dalla bocca. ​A scuola ci insegnano a curare i muscoli con l’ora di ginnastica e a mangiare la frutta per le vitamine, però nessuno ci spiega bene cosa fare quando ci sentiamo giù, o quando abbiamo un’ansia che ci stringe lo stomaco prima di un’interrogazione. ​Secondo me, la salute mentale è come un giardino: ​Se lo curi ogni giorno, i fiori crescono bene. ​Se arrivano le erbacce (che sono i brutti pensieri), non bisogna vergognarsi. ​Bisogna chiedere aiuto a un "giardiniere" esperto, come uno psicologo o anc...

Il mio percorso: dal buio alla condivisione

Nel 2014 sono sprofondata nella depressione: le mie giornate si trascinavano tra il letto e il divano, in un pianto costante. È stato allora che ho preso la decisione di rivolgermi a uno psichiatra. Nel 2018 l'Inps mi ha riconosciuto un'invalidità al 100% per malattia mentale. Inizialmente la notizia mi ha sconvolta, ma lo smarrimento è passato quasi subito. Mi hanno inserita in una cooperativa che frequento tuttora ogni giorno; lì c’è una psicologa con cui mi trovo bene e, soprattutto, sono circondata da persone che condividono il mio stesso vissuto. Vedo molti compagni trovare lavoro e iniziare un nuovo capitolo, mentre altri arrivano per la prima volta: sono giovani, con tutta la vita davanti.

Musicoterapia e i suoi benefici.

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  Oggi voglio spiegarti una cosa bellissima: come la musica può diventare una specie di "medicina" per la nostra mente. Questa cosa si chiama Musicoterapia. ​Ecco quello che ho imparato su come funziona! ​Che cos’è la Musicoterapia? ​Non è semplicemente ascoltare la radio o la nostra playlist preferita mentre facciamo i compiti. La musicoterapia è quando un esperto (che si chiama musicoterapeuta) usa i suoni, il ritmo e le canzoni per aiutare le persone che sono tristi, molto agitate o che hanno dei problemi nella testa e nel cuore. ​Come si fa? ​Ci sono principalmente due modi per "curarsi" con la musica: ​Fare musica (Modo Attivo): Il paziente suona dei tamburi, usa la voce o inventa delle canzoni. Non serve essere bravi musicisti! L'importante è buttare fuori quello che si prova. ​Ascoltare la musica (Modo Ricettivo): Si ascoltano dei brani scelti insieme al terapeuta per rilassarsi o per provare a capire quali ricordi o emozioni ci vengono in mente. ​Perché ...