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Testimonianza #4

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  Io ho avuto esperienza in tre comunità differenti. Nella prima e nella seconda non riuscivo ad evolvere in meglio, provavo, ma ricadevo sempre e la mia condotta peggiorava sempre di più. Nella terza ed ultima ho trovato il mio equilibrio. Sono riuscito a trovare un giovamento psichico e anche fisico. Tutto questo mi ha portato ad un benessere generale. Grazie al supporto di un’equipe multiprofessionale che mi è stata vicino a tal punto che da subito mi sono fidato di loro.

Testimonianza #3

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  Nel 2011, dopo negative esperienze sociali ed affettive, ebbi un crollo che determinò un importante esaurimento nervoso. Da li fui paziente del CSM, dopo un primo ricovero. Poi mio padre purtroppo fu affetto del morbo di Alzheimer e questo comportò nel tempo un ulteriore indebolimento psichico, influenzato anche dal progressivo andamento negativo della mia situazione familiare. Ebbi anche dei pensieri negativi che mi portarono a volere farla finita. Nel 2023 ci furono gli ultimi due ricoveri al reparto psichiatrico. Attualmente assumo terapia farmacologica quotidianamente.

Testimonianza #2

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  L'esperienza in C.T.R.P. mi ha consentito di avere più stima in me stesso, soprattutto praticando l'attività di falegnameria. E le varie figure professionali, come operatori socio sanitari e infermieri, hanno avuto la capacità di capire le mie problematiche e mi hanno aiutato a risolverle. 

Testimonianza #1

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  Sono laureato in ingegneria.  A trent'anni vivevo felice e tranquillo quando un giorno ho iniziato a sentire una voce che mi ordinava di lanciarmi dal balcone.  Io l'ho ignorata e non ne ho parlato con nessuno.  Col tempo la voce è tornata dandomi dei consigli, ho iniziato ad ascoltarla ed a fidarmi.  Una sera, alcuni mesi dopo, andai a dormire come al solito e mi svegliai in ospedale con varie fratture e dopo dieci giorni di coma farmacologico. Mi dissero che avevo saltato durante la notte. Per mia grande fortuna le fratture sono guarite senza complicazioni, poi sono stato ricoverato in psichiatria dove mi sono affidato ai dottori ed ho parlato della voce.  Sono affetto da un disturbo schizoaffettivo, sono seguito da psichiatra, psicologo e prendo le medicine prescritte.  Sono passati sei anni, non sento più la voce e ho un lavoro stabile. 

Acronimi utili e sensibili

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    Cosa significa SPDC? Cosa significa GAP?   La SPDC è l'acronimo di Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura. Si tratta di un reparto ospedaliero specializzato nel trattamento di disturbi psichici gravi e critici. Cosa si fa in un SPDC: Si effettuano trattamenti psichiatrici volontari e obbligatori Si gestisce la fase acuta di patologie psichiatriche ·          Si erogano attività di consulenza urgente ·          Si contribuisce alla formazione di studenti di corsi di laurea e di specializzazione in Area Medica, Infermieristica e Tecnico della Riabilitazione   La seconda significa: “Gruppi Appartamento Protetti”   GAP  sono  servizi residenziali Autorizzati e Accreditati in cui si attuano progetti riabilitativi in continuità con i percorsi vissuti nelle Comunità Terapeutiche o nelle Comunità Alloggio , e hanno l’obiettivo di aumentare le autonomie e di accompag...

Azzeccare il dosaggio di medicine

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Quello che, per la mia storia, è stato importante, è la terapia con i medicinali.   Per anni mi è stato dato un dosaggio di medicinale troppo basso, che faceva poco effetto e che, quindi, rifiutavo di assumere, in quanto inefficace. La svolta è stata quando i medici hanno deciso di farmi le iniezioni, ovvero il depot.  Da lì in poi sono stato molto meglio. Il depot mi durava un mese, coprendo il mio bisogno di stabilità e togliendomi la possibilità di smettere di assumere terapia senza consultare i dottori. Ad oggi le iniezioni di depot le faccio ogni tre mesi e questo mi aiuta molto ad accettare i medicinali come parte della mia vita.

La scoperta della C.T.R.P.

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  Vi voglio raccontare cosa successe dopo il mio ennesimo ricovero in reparto psichiatrico. Ero ricoverato da due mesi e dopo aver finalmente trovato la terapia giusta, insieme all’equipe  medica, mi fu proposto di fare la riabilitazione post ricovero in C.T.R.P. Cosa vuol dire C.T.R.P.? Questo acronimo significa Comunità Terapeutica Riabilitativa Protetta. E qui, già, mi spaventai un po’, perché io avevo sentito parlare di Comunità connesso ai disturbi  di tossico dipendenza e lo stigma che avevo al tempo, nella mia mentalità, mi suggeriva che  non poteva essere una buona idea. Ma la scelta di fidarmi al 100% dei medici mi fece subito cambiare idea e accettare la cosa. Fu così che conobbi questa realtà e mi ritengo fortunato ad aver fatto anche questa esperienza. Oltre aver stretto amicizia e vissuto con altri utenti, per un certo periodo, ricordo con affetto  l’equipe multiprofessionale composta da operatori, infermieri, un educatore, un assisten...