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Trovare il mio posto

Ti è mai capitato di guardarti intorno, magari seduto alla tua scrivania o durante una cena con amici, e sentire di non appartenere davvero a quel momento? È una sensazione insidiosa, simile a un abito che tira nelle cuciture: da fuori sembra perfetto, ma dentro ti manca il respiro. Passiamo anni a cercare il "nostro posto" nel mondo. Ci convinciamo che sia una coordinata geografica, un titolo lavorativo o uno status sociale. Crediamo che, una volta raggiunta quella meta, la sensazione di inadeguatezza svanirà. Eppure, spesso arriviamo in cima e ci sentiamo ancora più smarriti. La verità è che non ci sentiamo fuori posto perché siamo nel luogo sbagliato, ma perché stiamo fingendo. Per paura di deludere le aspettative o di essere rifiutati, smettiamo di dire ciò che pensiamo e iniziamo a recitare una parte. È questo silenzio che crea la distanza tra noi e la nostra vita. L'unica vera cura per riappropriarsi del proprio spazio è il dialogo onesto. Tutto inizia con l'amm...

Le 5 cose insopportabili che ci dicono quando stiamo male

Introduzione Ok, parliamoci chiaro. Ormai tutti sanno che la salute mentale è importante, ma a volte le persone che provano ad aiutarci fanno dei danni enormi con le parole. Magari non lo fanno apposta, ma quando stai attraversando un periodo buio, certe frasi sono proprio l'ultima cosa che vuoi sentirti dire. Ti fanno sentire solo, incompreso, e a volte pure in colpa. Ho messo insieme le 5 frasi "killer" che chi vive un disagio mentale (ansia pesante, depressione, attacchi di panico, ecc.) non ce la fa più a sentire. È ora di cambiare il modo in cui parliamo di queste cose, sul serio. 1. La Peggiore: "Dai, sii forte e reagisci." Questa è la numero uno delle frasi inutili. Quando ci dicono così, è come se pensassero che uscire da un periodo difficile sia come accendere un interruttore. Amici, non funziona così! Se stiamo male, non è perché ci manca la "forza di volontà" o non siamo abbastanza tosti. La depressione o l'ansia non sono un capriccio, ...

Il rapporto con la famiglia

Quello che ho notato è, che posso anche essere adulto, ma agli occhi dei miei genitori sarò sempre un cucciolo. Avranno sempre da dire il loro consiglio, frutto dell'enorme e indiscussa esperienza che hanno. Sapranno sempre meglio di me, perchè sai, loro hanno il sapere. Io, da figlio, non saprò mai abbastanza e il mio atteggiamento è sempre da correggere secondo il loro volere.  Ho capito che non escono mai dal ruolo di mamma e papà, mai! Altrimenti subentra il loro senso di colpa di non essere dei buoni genitori, di non aver fatto abbastanza, di non aver esaudito le loro aspettative su di me. La mia salute mentale ne risente. Ho sentito la storia di un ragazzo che dorme con la mamma, ed è adulto maturo. Quando finisce il ruolo di figlio? Il cordone ombelicale è ancora collegato? Come si fa a diventare adulti?

Nascita del nuovo Logo M.H.E.VI: simbolo di creatività, consenso e rinascita.

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È un piacere annunciare la nascita, con la relativa approvazione, del nuovo logo del comitato MHEVI (Mental Health Experiences Vicenza) che vuole rappresentare la finalità e i valori fondamentali con ancora maggiore dinamismo e chiarezza. Processo creativo: due menti, una missione condivisa La nascita del nuovo simbolo è stata frutto di una collaborazione interna, nata dal talento creativo di due membri del comitato. Il logo scelto rappresenta un ipotetico manifesto della finalità di MHEVI. Il logo è costituito al suo centro da due mani che si uniscono per sostenere un cuore che ha le chiare sembianze di un cervello, e viceversa. I colori usati per l'essenza di questo logo assumono varie tonalità, dalle parti più fredde con l'utilizzo di sfumature dal nero al viola che rappresentano la complessità della salute mentale, mentre assume tonalità più calde e se vogliamo, più vivaci l'altra metà con l'utilizzo del rosso, arancione, giallo e verde che rappresentano la speranza...

Il comitato illustra l'importanza del benessere psicologico ai Capi Scout locali.

ARZIGNANO (VI) – Una sessione di sensibilizzazione di alto profilo si è tenuta domenica 9 novembre presso il Centro Arcobaleno di Arzignano, dove i capi scout locali si sono riuniti per la presentazione del progetto M.H.E.VI., acronimo di Mental Health Experiences di Vicenza. Il comitato M.H.E.VI. è un'entità cruciale nel panorama sanitario, nata dalla sinergia tra Dirigenti medici del Dipartimento di Salute Mentale e gruppi di utenti, con la missione di promuovere il benessere psicologico e dare voce alle esperienze di chi vive il disagio mentale. A guidare l'incontro sono stati tre coordinatori del Comitato MHEVI, i quali hanno saputo illustrare con rara chiarezza e coinvolgimento le linee guida del progetto. Utilizzando il dialogo come strumento principale e supportati da un efficace materiale multimediale, i coordinatori hanno messo in luce come i temi della salute mentale e dell'equilibrio emotivo siano oggi fondamentali nell'educazione dei giovani. L'i...

Prenditi cura della tua mente

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 Prenditi Cura della Tua Mente ​Il tuo benessere mentale non è un lusso, è una priorità assoluta. ​Ricorda: ​Stop: Fai una pausa di 5 minuti. Respira profondamente. Rallenta il passo. ​ Parla: Non portare il peso da solo. Confidati con un amico fidato o un professionista. ​Accetta: Non devi essere "perfetto". Va bene non stare bene. Azione di oggi: Bevi un bicchiere d'acqua e muovi il corpo per un minuto (anche solo allungandoti). Fallo adesso.

Sentirmi inferiore

Tutto è cominciato con qualche evento spiacevole nella mia vita. Persi qualche amico importante, mio fratello che va a convivere, lasciarmi con la mia ragazza dell'epoca.  Tutto è accaduto in poco tempo. In quel periodo sono successe altre cose negative che ora non scriverò, sta di fatto che avevo perso autostima, avevo perso fiducia in me stesso e nella vita. I pensieri depressivi si aggiungevano e aumentavano di mese in mese, fino a che hanno cominciato a diventare troppi e ad offuscare la mia mente.  Sinceramente avevo anche smesso di lavarmi ogni giorno, avevo smesso di prendermi cura di me stesso e non mi interessavo più a niente. Con il tempo persi la stima di me stesso, ed anche le persone che frequentavo persero la stima di me, compresa la mia famiglia. La mia vita era diventata un autentico fallimento. Avevo cominciato ad evitare le persone e non guardarle più neanche negli occhi. Per essere chiari, non sono uscito da questa situazione in un giorno, neanche in un anno...