Quello che abbiamo dentro (che non diciamo)
A volte mi siedo al banco, apro il libro di storia, ma la mia testa è da tutt'altra parte. I grandi dicono sempre che questa è "l’età più bella", ma io non lo so mica se è vero. A me sembra solo l’età in cui tutto diventa complicato e ogni cosa che fai sembra sbagliata.
L’ansia: quel nodo alla gola
L’ansia per me non è solo la paura della verifica di matematica. È come un rumore di sottofondo che non si spegne mai. È quando senti il cuore che batte forte prima ancora che il prof apra il registro per interrogare. Ti senti mancare il respiro e hai paura che, se apri bocca, non uscirà niente o, peggio, uscirà una cavolata e tutti rideranno. È la paura di deludere i miei genitori, che si aspettano sempre il massimo, o di non essere "abbastanza" per i miei amici.
Quando tutto diventa grigio
Poi ci sono quei giorni in cui non è solo ansia. È come se si spegnesse la luce. Gli adulti la chiamano depressione, ma per me è solo una stanchezza infinita. Non hai voglia di giocare alla Play, non hai voglia di uscire, vorresti solo stare sotto le coperte perché fuori il mondo sembra troppo pesante. Ti senti solo anche in mezzo a una classe di trenta persone. È difficile spiegare che non sei "triste" perché è successo qualcosa di brutto, ma sei triste e basta, senza un motivo preciso.
Chi sono io veramente?
E poi c'è la cosa più difficile di tutte: guardarsi allo specchio. A questa età il corpo cambia, ma a volte sembra che cambi nel modo sbagliato. Vedo alcuni miei compagni che iniziano a sentirsi diversi, che non si riconoscono nei vestiti che portano o nel nome che hanno scritto sul diario. I "disturbi di genere" sembrano una parola da telegiornale, ma per noi sono persone, sono amici che hanno paura di dire "io non mi sento un maschio" o "io non mi sento una femmina". Mi chiedo perché debba essere così difficile essere semplicemente se stessi senza che qualcuno ti prenda in giro o ti guardi strano.
Un piccolo desiderio
Mi piacerebbe che a scuola si parlasse di più di queste cose. Non solo di frazioni o di verbi irregolari. Vorrei che qualcuno ci dicesse che è normale sentirsi a pezzi ogni tanto, che non siamo "rotti" se abbiamo l'ansia o se ci sentiamo diversi. Forse, se iniziassimo a parlarne davvero, quel peso sul petto diventerebbe un po' più leggero per tutti.

Parlane con un volto familiare,amico e poi specialista è il passo verso il benessere
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